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come ti elimino la concorrenza: con una legge

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Non è la prima volta che per eliminare la concorrenza si richiede di fare una legge. Ad personam? No, contro personam, anzi contro società, contro Amazon (vi ricordate gli sconti che Amazon praticava di continuo a “danno” delle catene dei grandi editori?) e contro i fanboy di Amazon e selfpublisher che inondano il panorama editoriale con qualità mediamente uguali a quelle di pubblicazioni curate da case editrici.

Cioè? Veniamo ai dettagli.

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Strano ma Londra… Fazi Editore: l’e-book incriminato

Fare un buon libro di carta implica saper fare un buon e-book?

Il passaggio al digitale non implica una qualità automatica del contenuto digitale (il file ePub/Mobi, l’e-book in sé) per quegli editori che fanno bei libri di carta, anzi direi che gli editori non sanno fare gli e-book, fino a prova contraria. Per ora ho riscontrato che editori che sanno il fatto loro sono Quintadicopertina, WePub ed Edizioni E/O. Quando devo comprare un loro e-book lo faccio senza pormi alcun problema. So che lavorano bene e so che ascoltano i suggerimenti dei lettori.

Tra l’altro, il problema del fare “male” l’e-book non si pone se l’editore è pronto ad ascoltare un lettore e a migliorare e a fornire al lettore la nuova versione corretta… Certo dipende dall’errore. Però torniamo a noi, dicevo non diamo mai nulla per scontato quando si tratta di e-book. MAI. Non tutti gli editori che sono sui social network la pensano allo stesso modo. C’è chi lo usa per mettersi in contatto e ascoltare i lettori e chi lo fa a mo’ di estensione della newsletter per comunicare unicamente uscite della casa editrice e chi è a metà tra le due cose.

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