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Il Kobo è un lettore e-reader…

7 commenti

Questo nuovo articolo nasce dopo una serie di commenti che si presentavano sul tema della libreria Kobo. L’articolo era per un “target” di utenti che vogliono leggere e-book senza “pensieri”, ecco perché si mettevano in luce i vantaggi che un lettore e-book del genere ha, assieme all’infrastruttura Kobo. Dire di tutto e di più (punti negativi… che poi hanno anche altri sistemi e-book e non solo Kobo) era materia per un altro articolo in quanto la lunghezza sarebbe stata tale per cui si leggevano solo i primi paragrafi del testo. E comunque sono convinto che troppe parole poi alla fine confondono. Che si tratti di articoli e/o di commenti.

Quando Mondadori ha proposto in Italia il Kobo come lettore e-reader penso abbia fatto una gran bella cosa. Chi legge il blog lo sa. Chi legge il blog sa pure che detesto il DRM e che la scusa che “ce lo chiedono i nostri autori” non regge. Fino a prova contraria è sempre l’editore che decide…

Tornando a Kobo, chi mi segue sa anche che ho avuto diversi diverbi con il custor care Kobo e che sono volati paroloni e che per un periodo mi sentivo così preso in giro da Kobo che scrissi di voler restituire il lettore Kobo Touch e riavere i soldi spesi, lettore comprato due natali fa a Londra, quando in Italia non c’era ancora… intendo così facilmente reperibile come oggi entrando in un negozio Mondadori.

Mi preme sottolineare che non lavoro per Mondadori (magari fosse così) e che il mio blog non percepisse alcuna percentuale dalle vendite del Kobo quando faccio articoli positivi sullo stesso e che non apprezzo chi viene a pubblicizzare prezzi e sconti con tanto di percentuali su questo blog.

Dicevo dei malumori su Kobo… Poi le cose cambiano, in un anno e più il software si fa più affidabile, i bug dello store Kobo vengono segnalati (ne ho segnalati diversi, ne ho perso il conto) e risolti, alcuni risalgono a poco prima di Natale. Sono convinto che tra i vari lettori e-reader sul mercato il Kobo Touch sia il migliore, ma attenzione, non vuol dire che sia il migliore per tutti. Ogni persona può trovare il lettore e-book più adatto alle sue aspettative, incluso il tanto odiato/amato Kindle Amazon. Purtroppo il mio Asus DR-900 è morto e non è più in produzione… anche quello diceva la sua. Un bel lettore. E comunque di errori nel software ce ne saranno sempre, soprattutto se si occupa di fare molte cose, quindi una dose di pazienza è opportuna sempre anche se uno può dire: «Cavolo ma io ho pagato 129 euro quale pazienza e pazienza». Diamo fiducia, sennò restiamo a vedere cosa succede e tra 2/3/4 anni compriamo un e-book reader se ci va.

Ma Kobo per quanto abbia scelto un formato standard per gli e-book come lo è l’ePub ha una serie di “limiti”. Non è adatto per smanettare come lo era l’Asus DR-900. Non puoi modificare e sistemare un e-book comprato sul Kobo Store se un editore lo ha fatto coi piedi evitando anche una validazione di formato del file. Kobo è fatto per comprare gli e-book sul Kobo Store e leggerli in un attimo. Cosa che trovo comoda.

In realtà si potrebbe anche modificarli. Si compra l’e-book, lo si scarica sul proprio disco, lo si modifica opportunamente, lo si cancella dalla libreria Kobo e lo si ricarica come file a sé stante, ma questa, converrete con me, è un’operazione che non tutti sanno fare e che non tutti vogliono fare. Sul Kobo devo leggere e basta. Ci pensate se fosse possibile modificare i cartacei?

Ma Kobo è fatto anche per inserire e-book comprati su altri Store, come quelli italiani. Si può usare anche una mini SD che magari si condivide con un altro lettore e-book così da non doversi ricordare di copiare gli e-book da un lettore all’altro, basta spostare la schedina. I file ePub si possono copiare dove si vuole. La comodità di Kobo è che se hai degli e-book presi sul Kobo store te li porti appresso, perché sono nel tuo account Kobo. Ci accedi ovunque con le applicazioni Kobo.

Fermo restando che gli e-book puoi averli sulla mini SD per tutti i lettori, copiarli in remoto su DropBox, su Google Drive, ecc… Ognuno si organizza come può e come crede.

Kobo però…

Ci sono dei però per chi proprio vuole entrare in questioni che a mio avviso sono molto tecniche e possono apparire poco chiare per un utente medio che non sia un “tecnico”… Le stesse motivazioni per cui nessuno dovrebbe usare Windows o Mac visto che sono sistemi proprietari chiusi, ma non posso dilungarmi su questa questione in quanto si potrebbe scrivere un corposo volume di 1000 pagine.

Kobo non ha un’applicazione Desktop ufficiale per Linux, ma solo per Windows e Mac. Ce n’era una per Ubuntu, ma non è ufficiale.

Kobo converte il social DRM in Adobe DRM. Vedi qui. Quindi molti e-book che hanno il social DRM (come gli e-book di Newton&Compton, Giunti, ecc…) sugli altri store e che sono trasportabili in pochissimi passi su qualsiasi lettore/applicazione non lo sono più se acquistati sul Kobo Store in quanto il DRM Adobe è un dito al culo. Compri su Kobo Store, non so, Nanà di Émile Zola e ti accorgi che non puoi trasportarlo in pochi clic su un altro lettore Kobo, su un Sony, ecc… Come rimediare? Bella domanda. Se si vuole usufruire di Kobo dovrebbero magari essere tutti gli editori con una lettera, una comunicazione di massa a rompere le scatole a quelli di Kobo affinché si trovi una soluzione. L’utente medio di suo sul Kobo non sa nemmeno cos’è un DRM e cosa comporta. Sul Kobo e sulle sue applicazioni in realtà la gestione è totalmente trasparente, come sul Kindle Amazon e, quindi, il problema può sorgere in seguito, quando si sono acquisite le varie informazioni tecniche che per forza di cose si deve avere quando si tratta con certi gingilli dell’elettronica moderna…

Ci sono editori che non applicano alcuna forma di DRM (vedi Quintadicopertina) che ovunque (su Kobo, su Book Republic, ecc…) non hanno alcun DRM anche su Kobo.

Kobo non offre gli sconti cumulativi che danno gli store italiani, ma in alcuni periodi (lo ha fatto per le 2 settimane iniziali di dicembre scorso) offre dei titoli in e-book scontati solo sul suo store (gli editori aderenti all’iniziativa di dicembre erano ISBN Edizioni, Edizioni E/O, ecc…). Gli stessi titoli altrove erano a costo pieno. Quindi se volete risparmiare comprate altrove se vi conviene. Nessuno obbliga per forza a limitarsi al Kobo Store.

Per gli editori esteri, per i testi in lingua, Kobo arriva ad offrire anche sconti del 38%, ma sono quasi tutti con DRM Adobe.

Kobo legge vari formati, per esempio anche i file del Kindle Amazon Mobi quando non hanno DRM Amazon. Vanno rinominati da AZW in MOBI.

La questione del DRM Social e del DRM Adobe è lunga e complessa e infatti la spiego in vari articolil (social DRM: qui, Adobe DRM: qui e qui. Sappiate solo che acquistando con un DRM Adobe gli editori ci equiparano a dei criminali che comprano i file e-book per poi rivenderli o ridistribuirli in rete… Io evito. Il discorso è lunghissimo e permette varie interpretazioni… mi fermo qui.

Ci sono delle domande che sorgono: perché modificare un e-book? Perché molti editori li fanno male.

È lecito cambiare un e-book? Be’, tenendolo per noi direi di sì (io tengo sempre gli e-book per me, chi li vuole se li compra), ma a mio avviso deve essere l’editore a sistemarlo e gli editori che fanno pessimi e-book vanno messi in liste nere. Alcuni li fanno molto peggio di quel che si può pensare e ovviamente c’è chi li fa come andrebbero fatti come WePub, Quintadicopertina, Edizioni E/O. Se un’e-book ha il DRM Adobe non sai nemmeno come è fatto, puoi solo accorgenti degli effetti sul software di lettura, come è successo a me per Strano ma Londra. Però se l’editore lo corregge, con il Kobo basta risincronizzare la libreria Kobo e vedere le modifiche automaticamente applicate dentro il lettore. Diversamente va ricaricato a mano il file sulla memoria del lettore/sulla mini SD/su Google Drive/DropBox /ecc…

E deve essere un editore a sistemarlo! Come se io comprassi un libro con della pagine strappate e le rincollassi io. No! Deve essere restituito e cambiato. Kobo ha risarcito i miei 4,99 euro spesi per l’e-book difettoso. Segnalai a uno store italiano problemi su un e-book mesi fa. Non ho mai avuto risposta. Lo pagai 99 centesimi quindi non pressai. Era in offerta su uno store italiano, ma se lo avessi pagato i 7,99 euro che era a prezzo pieno penso che avreste sentito parlare di me. Avrei mandato una email un giorno sì e pure quello dopo allo store e all’editore… Era senza DRM e aprendolo notai diversi errori nel codice.

Con Kobo riesci a sapere quando un e-book è cambiato, infatti durante la sincronizzazione ti accorgi che lo sta riscaricando. In altri casi non puoi. E in alcuni casi, alcuni distributori non cambiano il file, anche se un utente lo ricarica nuovo. Anche Kobo ci mette un po’ per aggiornarlo, ma prima o poi accade.

Diciamo che Kobo riaggiorni un e-book che hai comprato precedentemente potrebbe essere un grave problema per qualche lettore ultra esigente che deve controllare il suo e-book. Amazon non lo fa, per esempio. Deve essere l’utente a decidere nel caso ci fosse una nuova versione. Per me invece è una cosa buona. Metti che l’e-book aveva refusi a iosa e che non l’ho letto ancora e che l’editore ha avuto la bontà di sistemarlo mi viene comodo, no?

A volte alcuni e-book non protetti da DRM su Kobo si ritrovano con Adobe DRM. Perché? Perché c’è/c’era un bug nel loro sistema che assegnava direttamente il DRM Adobe. Ho segnalato il bug perché è successo sui miei e-book. Avevano il DRM Adobe, ma ora non più.

Spero di non aver dimenticato nessun punto della lunga e, a tratti infelice, discussione scaturita. Non si può giudicare da un solo articolo senza conoscere la persona e formalizzarsi dietro le parole. Troppe parole fanno male e si è visto, si cade anche in contraddizione. Se un articolo sorvola alcuni argomenti e insiste nel volerlo fare è perché non tutti potrebbero essere interessati all’argomento o capirlo oppure sarebbe troppo lungo da interessare davvero ed essere letto fino all’ultima frase. Fatto sta che questo articolo è venuto un po’ troppo lungo…

Autore: giovanni

Scrivo su http://giovanniventuri.com/ e faccio e-book per professione su https://makeyourebook.me/

7 thoughts on “Il Kobo è un lettore e-reader…

  1. Perdonami se intervengo solo ora nel vivace dibattito tra te, Federico, Angelo, DruidoBianco e Raspy. Durante l’ultima Digital Book World Conference (15-17 gennaio 2013) caro Giovanni è stato rilasciato questo dato: “50% of ebook buyers own a Kindle”. Quindi, di cosa stiamo parlando?🙂 Io e te abbiamo acquistato Kobo quando ancora non c’era stato l’accordo con Mondadori e pur passando attraverso tutte le release del firmware ci siamo trovati abbastanza bene (mi sono lamentato per mese dell’assenza di dizionari italiano/altra lingua) con un device che è minoritario in quanto a diffusione, nel mondo e in Italia.
    Perché nel 2010 ho scelto il lettore canadese? Perché Kobo è fatto anche per inserire e-book comprati su altri store, come scrivi tu. Eppure non è abbastanza per gli utenti più esperti che vorrebbero da parte di Kobo una politica diversa, tesa a rendere questo lettore (legato comunque a uno store) totalmente trasparente.
    Questi utenti sono anche in grado di modificare a piacimento i prodotti (ebook) che recuperano o acquistano in Rete. Liberissimi di farlo. Ma sappiano che sebbene a livello hobbystico impediscono che gli editori capiscano come un ebook deve essere fatto, stanno rinunciando al loro tempo per migliorare un file che qualcun’altro dovrebbe fornire migliore.
    Come se andassi a comprarmi una Guzzi, o me la passasse mio cugino di seconda mano, e mi mettessi lì un pomeriggio a rimappare l’erogazione della potenza del motore, la riverniciassi insoddisfatto delle bolle sulla carrozzeria o decidessi di metterci l’ABS. Spero di avere espresso bene il mio sbalordimento di fronte a chi dice: “Lasciamelo sistemare da solo il mio ebook…” quanti siete là fuori? In tanti e posso solo ammirare le vostre conoscenze tecniche ma dobbiamo anche parlare a chi Calibre non lo userà mai, a chi non sa che alternative ad Amazon esistono, a chi non conosce store alternativi come Bookrepublic, Ultima Books, IBS ecc.

    • Esatto. È questo che si fa, si avvicinano le persone mettendo in risalto quei punti che uno ritiene siano la forza, poi è chiaro che tutto è discutibile se ci sono necessità diverse, ma appunto, molti usano Amazon e non sanno cosa sia il DRM anche perché Amazon non te lo dice proprio, quindi è bene tenersene lontano, ma sullo store Kobo ci sono anche tanti titoli senza DRM…
      Grazie per essere passato di qui.

  2. Per quel che mi riguarda non è una questione di modificare/correggere gli eBook (non ci siamo contati). Più che altro è il sistema di vincolo sul trasporto dei device che non accetto. E non lo accetto neanche su iTunes.
    Il 50% dei buyer ha amazon perché:

    1) Kindle è un ottimo lettore ad un prezzo che se non fosse arrivato Kobo/Mondadori non lo avrebbe battuto nessuno. Ancora ad oggi mi dà l’idea che il suo schermo sia persino più chiaro (ma forse mi inganno).

    2) La maggior parte degli utenti non si informano sui “contro”. Conoscono Amazon e sono convinti che esista solo quello. Ancora oggi quando vado sulla metro con il mio PRS-T1 Sony sento gente che dice: “guarda come si vede bene il Kindle di quel signore”. Infine ti dico che molti miei amici dopo che gli ho spiegato cosa è il DRM hanno rinunciato ad cquistare il Kindle. Altri lo hanno fatto lo stesso perché non si potevano permettere di spendere di più per una alternativa più libera. Sì ok ora c’è anche IBS base (che è un pocketbook 6′) ma che cavolo! non me la sento di consigliare un lettore con tecnologia superata (eink non-pearl) quando Amazon ti dà un lettore nuovo davvero anche a prezzo minore!

    Saluti

    AM

    • Ciao Angelo, ci sono delle ragioni per cui i mangiacassette portatili si chiamavano comunemente Walkman (ovvero Sony), il nastro adesivo si dice tutt’oggi Scotch (ovvero 3M) e i lettori mp3 iPod (ovvero Apple) ^____^

      1) Chi lancia un prodotto per primo ed ha successo poi entra nell’immaginario dei consumatori, non c’è nulla da fare. Nel nostro Paese – e non solo – uno, se non IL sinonimo di ereader è Kindle. Dobbiamo prenderne atto. D’accordo. Tuttavia è possibile che io preferisca Kobo a Kindle? Sì. I Kobo attualmente in commercio come caratteristiche sono pari ai Kindle? Sì, secondo me.

      2) È un male avere più player sul mercato? No. Tu sei soddisfatto del tuo PRS-T1? Bene, ricordi i sistemi di protezione sviluppati da Sony BMG a inizio XXI secolo per combattere la pirateria del mercato musicale? Spesso impedivano ad alcune autoradio o addirittura hi-fi di leggere i loro CD protetti da DRM… forse è un bene che i giapponesi abbiano fatto flop con gli ereader.

      Cosa c’è nel futuro dell’editoria elettronica? Sempre rifacendomi alla Digital Book World appena trascorsa o un’epoca DRM free dove sia i produttori di contenuti (gli editori) sia i produttori di device (Amazon, Apple, Google, Kobo ecc.) diranno addio alle loro protezioni e ai loro formati proprietari o un’era dove si rinuncerà alla proprietà su un bene pagato in favore di una licenza d’uso… oppure un mix tra questi e nemmeno immaginati scenari😉 Buona serata!

  3. 1) un conto è dire “walkman” e conoscere anche, ad esempio, philips e un conto e pensare che ci sia solo Kindle. Il fatto è che prima di Mondadori, non c’è stata pubblicità dei competitor con esposti eventuali vantaggi. Questa almeno è stata la mia percezione, non so se anche tu l’hai avuta.

    2) Non è che Sony è priva di peccato, anzi! a me piace la qualità costruttiva e progettuale della casa Nipponica ma devo dire che sono proprio giapponesi! Scelsi il PRS-650 perché all’epoca non mi volevo invischiare nella rete di Amazon e perché, sempre all’epoca, avevo capito le potenzialità tipografiche del formato epub rispetto al mobi (prima ancora avevo [anzi ho] un iLiad 2nd version che supporta mobi). Il PRS-T1 è stata una specie di scelta di continuità e poi mi piaceva l’idea (discutibilissima, lo so) di Android. Tuttavia Sony è IPER chiusa in generale e credo che un mondo in mano a Sony sarebbe un incubo🙂

  4. Ciao a tutti. Tocco un punto non trattato sul blog (mi sembra), ma io scelgo kindle, perchè con l’applicazione sincronizzo quel che leggo su smartphone, ipad e il kindle, comprese note etc, anche dei libri non comprati sullo store, mentre kobo permette di sincronizzare solo i libri comprati!

    Scusate se è poco!

    Ciao,
    Luca

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