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il DRM è VOLUTO: come incastrare un lettore – parte #2

4 commenti

La gestione del DRM, come spiegato nell’articolo della scorsa volta, ovviamente dipende anche dal lettore e-reader.

(L’articolo seguente per essere compreso necessita della lettura della prima parte)

Scaricare file, aprirli con una applicazione da installare, attaccare cavi, registrare lettori e-book, ecc… è una cosa che indispone.

Se poi vanno storte? Certo, la fase otto potrebbe dar luogo a errori come questo:

Errori ADE

E che fate a quel punto? Se avete comprato il file su Kobo dovete ingegnarvi a contattare il servizio clienti.

La prima cosa che mi hanno chiesto è su quale dispositivo volevo leggerlo. Qualcuno mi spiega questo come si lega al problema? Quella finestra è così evidente. Il file non è presente sui loro server. Ho dovuto farlo notare e asserire che volevo leggerlo con ADE.

Altra cosa che mi hanno detto è che potevo usare Kobo Desktop. Gli ho detto che non ero interessato a questo (conosco bene Kobo Desktop). Avevo comprato il file e pretendevo di scaricarlo su ADE.

Mi hanno detto che avevano disautorizzato le licenze dell’e-book e che potevo riprovare. Che significa questo? Non era un problema di licenza. Il file non era sui loro server non è così che si risolve il problema. Ho scaricato altre 4 volte i file protetti su ADE ed è andata sempre liscia.

Poi mi dicono: «Ha provato a contattare Adobe per vedere che dicono dell’errore?». Qui abbiamo raggiunto l’apice del comico. Io contatto Adobe per un errore evidente anni luce che è di Kobo? Il file manca dai loro server. Questo dice quel bel messaggio che si legge sopra. Gli ho fatto notare che forse non hanno letto quello che ho scritto fin’ora e che il problema è il loro.

Se non riesco a leggere la posta elettronica con il provider X non contatto Google perché sto usando Chrome. Se il server X ha problemi, non puoi accedervi. Per sicurezza gli ho fatto notare che avevo accesso a internet. Era abbastanza evidente visto che stavo chiacchierando con loro in tempo reale, ma meglio essere eccessivamente precisi che sentire divagazioni sul tema.

Non erano ancora convinti. D’altra parte non sempre si ha a che fare con qualcuno decisamente a conoscenza di tutte le problematiche tecniche come me, quindi in un certo senso hanno fatto domande “lecite”. Hanno scaricato da soli il mio file e hanno verificato che era come dicevo io.

Hanno poi detto che mi avrebbero restituito i soldi facendomi un buono da spendere su Kobo. Ho rifiutato. Poi sono costretto a prendere un e-book che costa esattamente 4.99 euro. Oppure e-book la cui somma era 4.99 euro o magari anche di più rimettendoci io il resto. Ho comprato abbastanza e-book da poter leggere per un anno. Gli ho detto chiaramente di farmi il rimborso sulla carta di credito.

Mi hanno detto che ci vuol tempo. Io ho detto che posso aspettare e che non ho fretta.

Finalmente hanno aperto l’ennesimo errore. Oramai quelli di Kobo mi conoscono bene, li ho aiutati a sistemare il loro sistema con tutti i bug che gli ho segnalato e che hanno corretto. Dovrebbero pagarmi visto che per il momento gli faccio da tester gratuito.

E tenete ben presente che il tutto è avvenuto in chat in tempo reale in inglese mentre le risposte arrivavano con il contagocce. Chi persona normale non avrebbe mandato al diavolo il tutto e si sarebbe andata a comprare “Strano ma Londra” di Fazi Editore in una libreria e tolto la questione di mezzo? Molti. Ma qui bisogna far valere i diritti di un lettore.

Tutto questo caos perché un editore che vende e-book deve mettere il DRM Adobe, quando poi su altri siti applicano il DRM social che, per quanto antipatico, non crea alcuna confusione. Si scarica un file e lo si carica sul lettore senza dover installare un bel nulla, senza doversi perdere in problematiche molto tecniche.

Bisogna convincere Kobo che DRM social non è DRM Adobe. Certo il fenomeno DRM social credo sia solo italiano, Sullo store Kobo ho visto libri in lingua e non hanno il “social DRM”, quindi anche quelli di Kobo vanno capiti. Se un editore non glielo dice chiaramente quelli lasciano il DRM Adobe. E forse bisogna anche insistere perché magari ti dicono che DRM per loro vuol dire DRM Adobe e che il sistema agisce in automatico, chiaramente.

Io, in qualità di autore/editore indipendente mi sono battuto sul mio e-book per metterlo senza DRM. Scovando l’ennesimo bug nel loro sistema, su cui stanno lavorando e che presto risolveranno. Il problema si aveva quando si aggiornava qualche dato dell’e-book e si ripubblicava. A me fa piacere che si risolvano i bug, così non mi ritrovo più il problema e anche altri ne trarranno beneficio. Kobo è potenzialmente un buon rivale di Amazon e pian piano anche con le segnalazioni degli errori si arriverà a un punto in cui si avrà un bel negozio/sistema di pubblicazioni e-book privo di sbavature. Certo la velocità di soluzione e la professionalità di Amazon non ha confronti, soprattutto a livello di store italiani. Su Amazon risolvono i problemi in 24 ore. A volte anche in meno tempo. Si gioca con colossi e la cosa che hanno ben chiara è che un cliente insoddisfatto cambia per un altro store. Il cliente è sacro. E lo è.

Se ci sono editori che hanno il “Free DRM”, ovvero nessuna forma di DRM, perché non ci provano anche gli altri?

La prima risposta in genere è “gli autori ce lo chiedono”. In tal caso ci sta poco da fare. Ma è sempre così?

La seconda risposta è che la gente lo fai coi film, quindi anche coi libri si passano i file. Nel caso di prezzi alti forse è decisamente vero. Sapete quanti e-book di grandi editori costano 1 o 2 euro in meno delle edizioni cartacee? Il 95% dei testi. Qui non c’è modo di rispondere. Perché molte cose non si conoscono. Potrebbe essere giustificato un prezzo alto.

All’estero i prezzi degli e-book addirittura superano quello degli e-book in certi casi, ma all’esterno molti leggono, molte cose non sono confrontabili con le nostre realtà. Anche l’I.V.A. sugli e-book all’estero è più bassa. Alcuni stati hanno un timido 3-4% contro il nostro 21% per libri elettronici. Certo per i cartacei c’è il 3-4%. E, sempre all’estero, il problema DRM è più alto, forse in Italia siamo un po’ più fortunati.

Ma mi domando è dico. Secondo voi, il DRM non è un’operazione voluta?

Quello che non mi piace è il fatto che io lettore onesto devo essere trattato come uno che compra i file perché li mette su internet in condivisione. La persona che legge i libri vuole possederli i libri. Certo coi costi esagerati di oggi le esigenze sono cambiate. Ci sono sempre le biblioteche, le persone se li prestano. Ma parliamo di cartacei. Se anche davanti a un e-book di 3.50 euro si porta avanti questa usanza è perché non viene fatta una pubblicità in tal senso. Anziché dire che condividere è reato forse dovremmo sottolineare che è stupido, che danneggia e spiegare perché, magari un giorno potremmo essere anche noi dall’altro lato a proporre nostri testi… O comunque lavorare in tal senso.

Poi ognuno è libero di fare come vuole. Massimo rispetto. Ognuno sceglie se comprare o meno un libro e se farlo sceglie l’edizione cartacea o elettronica in base ai suoi parametri di costo/DRM/qualità/ecc.

Solo mi chiedo che cosa si fa quando si acquista un e-book di pessima qualità con prezzo alto e magari pure DRM? Come minimo andrebbe denunciato l’editore dopo che lo si è contattato per un rimborso e questo si è rifiutato.

Vi lascio con un video completamente fuori tema che possa farci sorridere. È tratto dalla serie televisiva inglese divertentissima “The IT Crowd“.  In fondo i problemi non sono tutti questi. Ce ne sono così tanti in giro che questi forse sono i meno “fastidiosi”, ma ben si capirà il fastidio di un DRM per leggere un e-book su un e-reader non Amazon, non Kobo…

Autore: giovanni

Scrivo su http://giovanniventuri.com/ e faccio e-book per professione su https://makeyourebook.me/

4 thoughts on “il DRM è VOLUTO: come incastrare un lettore – parte #2

  1. Una curiosità: perché hai contattato l’assistenza inglese? A me, comunque, questa storia dei DRM sta sempre più sulle scatole. Secondo me è più una scelta editoriale, spesso l’autore neanche sa cosa voglia dire.

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