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il DRM è VOLUTO: come incastrare un lettore – parte #1

3 commenti

Quando si compra un libro di carta si può fare quello che si vuole. Essenzialmente lo leggeremo, lo metteremo nella nostra libreria, lo rileggeremo, un giorno potremmo regalarlo a qualcuno senza che nessuno ci venga a dire: «Ehi, dico a te, non puoi farlo perché lo hai comprato per te stesso, non lo puoi regalare».

Quando si parla di e-book il discorso cambia completamente.

Per molti editori l’e-book che compri è tuo e solo tuo e non puoi prestarlo, regalarlo ad altri sennò stai commettendo un crimine, un reato bello e buono.

Esagero? Direi di no. Gli e-book da questo punto si vista possono essere resi infernali. Si compra un libro onestamente e gli editori ti bollano come un potenziale criminale che può regalare il libro a qualcun altro o prestarlo. C’è una legge che impedisce di fare i furbi con gli e-book.

Il tema è caldo. Caldissimo. E si presta a un’accesa discussione a 360°. Vediamo che ne esce fuori. Non userò toni accademici, visto che non mi appartengono. Preferisco farmi comprendere da tutti, anche dai meno tecnici.

Cos’è il DRM

Il DRM è l’acronimo di Digital Right Management, ovvero Gestione dei Diritti Digitali. Cioè? Per farvela semplice è un lucchetto applicato in maniera “virtuale” a un bene immateriale come lo è un e-book. Col temine e-book possiamo indicare più cose. Si può indicare il dispositivo con cui si legge il testo, ma anche il testo stesso in un particolare formato (ePub, Mobi, …), ma essenzialmente l’e-book è l’insieme dei caratteri che compongono un testo. Il lettore di e-book è detto e-reader.

Ma prima… Cos’è un bene immateriale?

Detto ciò, torniamo al DRM. Dicevo, bene immateriale. Sì, l’e-book è un bene immateriale, perché è un file. Non è un libro di carta che può essere pesato, di cui possiamo indicare esattamente di quante pagine si compone. Le pagine di un e-book sono dinamiche. Si costruiscono nel momento in cui iniziamo a sfogliare lo stesso su un e-reader scegliendo una certa dimensione del carattere, un certo spazio tra i caratteri e il bordo dell’e-book, un certo spazio tra le righe. E quindi, come tale, è un oggetto che nella realtà non esiste. È rappresentato da alcuni valori di tensione che si alternano sopra un circuito elettrico. Un e-book non ha peso, non ha colore, non ha odore, non ha sapore. È come un’idea. Non la puoi distruggere. È un pensiero, è un’alternarsi di emozioni che scaturiscono da reazioni chimiche che avvengono in testa, tra i neuroni.

Quindi l’e-book è…

Un file. Una sequenza di tensioni elettriche che vengono fuori come i caratteri di cui si compone il testo. Un file è facilmente trasportabile, copiabile, alterabile, in pochi secondi può essere immesso in rete (sulla rete internet) e diffuso a milioni di persone. Come si protegge un testo? Il copyright non basta, così lo si blinda…

… lo si blinda col DRM

Cioè si rappresentano i caratteri del testo in modo confuso, in modo tale che solo un’applicazione che impone questo “lucchetto” digitale sia in grado di leggere il testo in modo chiaro. I libri si comprano. C’è il lavoro di editor, lo sforzo degli autori, il costo di un ufficio stampa e mille altre cose. Su questo si mantiene il tenore della famiglia dell’editore, di chi ci lavora. L’unico modo che ha un editore per proteggere una proprietà intellettuale è applicare il DRM a un file? Non credo, ma la mia opinione conta relativamente. Fatevi un’idea vostra leggendo tutto.

Sì, ma cos’è il DRM?

È un sistema proprietario che impedisce a chi non ha comprato il file di leggerlo. E anche se lo hai comprato, hai un numero limitato di dispositivi su cui leggerlo. Per la precisione 6 se parliamo di Adobe DRM. Nel mio caso si è rotto l’Asus DR-900 che è un lettore e-book prodotto da Asus, quindi ho perso uno dei 6 dispositivi. Me ne restano 5.

Un libro cartaceo non ha detti limiti.

L’editore cataloga come potenziale truffatore chi compra legalmente un e-book. Lo compri e poi lo metti in rete, lo passi per posta elettronica ai tuoi amici. E sei un pirata. È questo quello su cui si battono i media.

Sarà anche vero, ma il meccanismo è sbagliato all’origine. Se si educa la persona al rispetto degli artisti ciò non avviene, se i prezzi sono “giusti”, questo non succede, ma per i libri è diverso. Chi legge libri non si mette a regalare a destra e manca un e-book, soprattutto se la cifra è irrisoria. L’unico mezzo per combattere la pirateria è mantenere un prezzo basso senza metterci il DRM, un prezzo basso, ma ovviamente soddisfacente per un editore. Se un e-book costa quanto un libro di carta difficilmente chi legge in cartaceo si avvicina al mondo dell’e-book. Non c’è una vera convenienza, soprattutto quando deve laurearsi in ingegneria informatica per leggere un e-book. Ebbene, sì. In alcuni casi è così. Se vogliamo che anche nostra madre e nostra nonna leggano un e-book.

DRM Social e DRM Adobe

Sono ambedue fastidiosi. Il primo inserisce tuoi dati personali nell’e-book, anche nascosti. Che dati? Nome e cognome, email, identificativo della transizione. Così che se lo presti e qualcuno lo mette in rete si risale subito a te.

Il secondo è quanto di più fastidioso ci sia, se vogliamo fare i bravi. Se vogliamo fare i cattivi direi che è quanto di più comodo ci sia per immettere in rete un libro e non far risalire all’acquirente. Ci vogliono davvero 3 secondi per smantellare il DRM Adobe per uno smanettone.

Se facciamo i bravi dobbiamo (più o meno):

  1. Scaricare dal sito di Adobe un programma chiamato Adobe Digital Edition, che per essenzialità viene detto ADE. Sì, Ade, come il dio degli inferi.
  2. Registrarci su sito di Adobe fornendo i nostri dati: email inclusa.
  3. Confermare la registrazione.
  4. Autorizzare un dispositivo e-reader per accogliere il file protetto da Adobe DRM.
  5. Comprare un file e-book protetto da Adobe DRM.
  6. Scaricare il file ACM che ci verrà dato.
  7. Aprire detto file con Adobe DRM.
  8. Aspettare che il file venga scaricato.
  9. Usare ADE per trasferire il file sull’e-reader autorizzato collegando lo stesso a una porta USB.
  10. Leggere l’e-book.

Insomma un problema. Certo, le fasi 1, 2 e 3 le facciamo una sola volta. La 4 ogni qual volta vogliamo registrare un e-reader, magari una o due volte. Nessuno compra tanti e-reader, ma magari autorizziamo l’e-reader di nostra sorella, quello di nostro cugino, ecc… per un massimo di 6 lettori. E quindi già c’è un primo sistema per comprare un e-book e goderne in 6.

Le fasi da 6 a 9 sono molto tecniche. Se pensiamo che molti utenti di coputer non hanno nemmeno ben presente come si installa un programma sotto Windows (perché molti avranno solo Windows). Vogliono fare doppio clic e leggere il file. Se ne fregano se è Word, OpenOffice, PDF, ePub, Mobi o Paperino.

Oggettini come il Kindle Amazon e il Kobo gestiscono il tutto nella massima trasparenza, però visito che uno compra un file e deve poterlo leggere ovunque potrebbe avere comunque difficoltà. Su un Kindle ha chiaramente il problema del formato chiuso del Kindle. Sul Kobo non c’è il problema del formato chiuso, ma ha comunque il problema delle fasi 6, 7, 8, 9. Per accedere a un file comprato per leggerlo su un altro lettore e-book.

Continua…

Autore: giovanni

Scrivo su http://giovanniventuri.com/ e faccio e-book per professione su https://makeyourebook.me/

3 thoughts on “il DRM è VOLUTO: come incastrare un lettore – parte #1

  1. Interessante🙂
    Io ho preso da poco un Kobo Glo e ancora non riesco a leggere nulla, perché la maggior parte degli ebook che ho comprato sono di Amazon, quindi illeggibili col Kobo. A meno che… (ma ancora non riesco a continuare).
    Da una parte è vero che il DRM è l’unico modo per proteggere un file, ma dall’altra si stanno calpestando parecchi diritti del lettore/consumatore. Quando compro un libro, anche ebook, è mio diritto leggerlo dove e come voglio. Punto. Se qualcuno mi chiede “Passami quell’ebook”, gli rispondo “Compratelo, sono pochi euro.”
    Aspetto il prossimo post🙂

    • Be’ senza DRM li rinomini da AZW a Mobi e te li leggi sul Kobo🙂 . Con DRM c’è il sistema per eliminarlo come per gli ePub e quindi a quel punto te lo leggi lo stesso😉.
      Adobe DRM non credo sia l’unico sistema per proteggere un file, anzi è decisamente il contrario. È il sistema più facile per fallo arrivare in rete perché uno si sente preso in giro. Il vero sistema è non farne e-book🙂 . Il mio professore di “Reti di Calcolatori” diceva che il computer più sicuro è quello che non è connesso in rete. Se gli editori temono così tanto chi li frega allora non devono fare e-book possono continuare con il cartaceo. Editori come Quintadicopertina, Intermezzi, ecc… non mettono il DRM e hanno prezzi onesti. Solo un disonesto li frega e in quel caso non lo chiamerei lettore, ma sciacallo. Anche a me quando mi chiedono un e-book (quasi mai, ma quando lo fanno) gli dico: «Compratelo». Anche perché ho sperimentato sulla mia pelle che non serve a nulla regalare e-book. Se uno ha interesse per un titolo se lo compra. Anche a 0.99 . Quelli gratuiti finiscono nel lettore senza essere letti… Vabbe’ che anche quelli a 99 centesimi fanno la stessa fine, ma almeno se un autore si fa il cuore in quattro per pubblicare bisogna dargli atto di un valore al testo. Certo poi ci sono le eccezioni, quelli che pubblicano senza revisione, senza aver visto e rivisto cento volte, ma le eccezioni ci sono in ogni campo🙂 .

    • Bravo! Io sono un autore e non ho mai messo sui miei ebook il DRM. Perché dovrei limitare un lettore che ha acquistato il mio ebook? Pazzesco, invece di ringraziarlo, lo penalizzerei.
      Ognuno ha il diritto di fare ciò che vuole con un prodotto acquistato, poi sta a coscienza della persona. Mi è piaciuta tantissimo la tua risposta: “Compratelo, sono pochi euro”.

      Prezzi più bassi per gli ebook, la soluzione è solo questa. Altrimenti che vantaggio avremmo ad acquistare il digitale rispetto al cartaceo?

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